Il popolo è sovrano, i giudici no
"Le decisioni dell’autorità giudiziaria non debbono prevalere sulla sovranità popolare". A fare questa dichiarazione dal sapore vagamente berlusconiano è stato il candidato del Partito socialista operaio spagnolo (Psoe) alle elezioni politiche che si terranno il mese prossimo.
19 AGO 20

"Le decisioni dell’autorità giudiziaria non debbono prevalere sulla sovranità popolare". A fare questa dichiarazione dal sapore vagamente berlusconiano è stato il candidato del Partito socialista operaio spagnolo (Psoe) alle elezioni politiche che si terranno il mese prossimo. Alfredo Pérez Rubalcaba è stato vicepresidente del governo e ministro degli Interni fino a due mesi fa, nel suo discorso si riferiva alla legge catalana sulla “immersione linguistica”, che per favorire l’apprendimento e l’uso esclusivo dell’idioma locale penalizza l’insegnamento dello spagnolo nelle scuole catalane e arriva all’assurdità di imporre multe salatissime, per esempio, ai negozianti che consegnano scontrini fiscali redatti in spagnolo e non in catalano. La Corte costituzionale spagnola aveva cassato alcuni articoli dello statuto catalano (a suo tempo confermato da un referendum popolare approvato dalle cortes spagnole) che contiene questi principi. Ora il tribunale supremo catalano su richiesta di cittadini di lingua spagnola che si ritengono discriminati nel loro diritto all’educazione dei figli, ha emesso una sentenza che imporrebbe di modificare la legislazione, ma la generalitat catalana ha deciso di disobbedire al tribunale, con l’approvazione non solo dei socialisti locali ma anche di quelli nazionali.
L’affermazione di Rubalcaba ha quindi un carattere propagandistico, che punta a recuperare consensi in Catalogna, dove l’anno scorso i socialisti hanno perso la guida della giunta locale dopo una rovinosa sconfitta elettorale. Tuttavia il principio enunciato mantiene un suo valore autonomo. Naturalmente la condizione preliminare è che la sovranità popolare non venga esercitata in lesione di diritti personali o collettivi inalienabili, ma la riaffermazione del suo primato nella vita istituzionale rappresenta un punto di vista assolutamente rispettabile. L’opposizione popolare, dal canto suo, ha replicato sottolineando la questione del diritto delle famiglie all’educazione, ma non ha affatto contestato il principio. Quelli che invitano l’Italia a imitare la Spagna, ma che pensano solo all’anticipo elettorale decretato da Luis Rodríguez Zapatero (che tra l’altro ha il potere di sciogliere le Camere, a differenza del premier italiano), dovrebbero annoverare tra le cose apprezzabili anche la difesa della sovranità popolare, che da noi invece viene regolarmente sbeffeggiata dai magistrati politicizzati.
L’affermazione di Rubalcaba ha quindi un carattere propagandistico, che punta a recuperare consensi in Catalogna, dove l’anno scorso i socialisti hanno perso la guida della giunta locale dopo una rovinosa sconfitta elettorale. Tuttavia il principio enunciato mantiene un suo valore autonomo. Naturalmente la condizione preliminare è che la sovranità popolare non venga esercitata in lesione di diritti personali o collettivi inalienabili, ma la riaffermazione del suo primato nella vita istituzionale rappresenta un punto di vista assolutamente rispettabile. L’opposizione popolare, dal canto suo, ha replicato sottolineando la questione del diritto delle famiglie all’educazione, ma non ha affatto contestato il principio. Quelli che invitano l’Italia a imitare la Spagna, ma che pensano solo all’anticipo elettorale decretato da Luis Rodríguez Zapatero (che tra l’altro ha il potere di sciogliere le Camere, a differenza del premier italiano), dovrebbero annoverare tra le cose apprezzabili anche la difesa della sovranità popolare, che da noi invece viene regolarmente sbeffeggiata dai magistrati politicizzati.